Tonnarelli cacio e pepe

Tonnarelli cacio e pepe
Tonnarelli
Tonnarelli cacio e pepe
  • 1          uovo                pasta all’uovo (vedi ricetta) tagliato a tonnarelli
  • 40        gr                     pecorino romano grattugiato al momento
  • 3          cucchiai           acqua della pasta
  • Pepe
Pasta in pentola
Pasta in pentola

Mettere sul fuoco una pentola con poca acqua e qualche pezzetto di pasta.

Pasta che bolle
Pasta che bolle

Quando bolle abbassare, coprire e cuocere 20 minuti.

Acqua con amido
Acqua con amido

Versare l’acqua ricca di amido in un bicchiere e liberarsi della pasta.

Pecorino grattugiato
Pecorino grattugiato

Grattugiare il pecorino.

Acqua e formaggio
Acqua e formaggio

Versare mano a mano formaggio e acqua mescolando con una frusta

Salsa
Salsa

fino a creare una crema omogenea.

Salsa con il pepe
Salsa con il pepe

Aggiungere il pepe e condire la pasta nella pentola aggiungendo se serve acqua di cottura. Servire con altro pecorino e pepe. PS: se tagliate a mano i tonnarelli, verranno irregolari e somiglieranno a dei tagliolini molto spessi. Non vi preoccupate: è un pregio.

Tonnarelli cacio e pepe
Tonnarelli cacio e pepe

L’articolo

I tonnarelli sono una pasta fresca tipica romana. Consistono sostanzialmente in degli spaghetti alla chitarra di sezione molto più grossa. Se li tagliate a mano non vi preoccupate se risulteranno di sezione rettangolare e somiglieranno di più a dei grossi tagliolini: va bene lo stesso.

Come in tutti i piatti molto semplici (apparentemente), la qualità degli ingredienti è fondamentale. Quindi ci vuole dell’ottimo pecorino romano. Deve essere ben stagionato ma non eccessivamente salato. Tagliando la forma deve apparire la cosiddetta goccia: una lacrima di grasso che testimonia la giusta maturazione, la non gessosità e l’assenza di una salatura eccessiva.

Anche il pepe conta e deve essere rigorosamente pepe nero macinato possibilmente al momento e comunque grossolanamente: non deve essere completamente polverizzato.

Il pecorino romano, formaggio tra i più commercializzati nel mondo è prodotto prevalentemente in Sardegna ed io qui ne trovo di ottimo. Durante il periodo dell’Impero romano  i ricchi patrizi trascorrevano l’estate nelle loro Villae in Sardegna e  ritornavano in città riportando vino, olio e formaggio: un po’ come oggi.

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