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Mandorle pralinate

MANDORLE PRALINATE

Preparazione di base di pasticceria che può essere anche consumata direttamente. Io ho imparato a prepararla perché serve per il Parfait di mandorle. In casa io e mia moglie abbiamo una divisione dei compiti quasi rigida: io cucino i piatti salati. Lei si dedica alle preparazioni di pasticceria. Per golosità a volte invado il suo campo.

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Sugo di lepre

Sugo di lepre

SUGO DI LEPRE

La lepre va ben distinta dal coniglio, e non solo perché è selvatica, mentre il coniglio no. Il coniglio è sempre domestico, al limite ritornato allo stato selvatico. Il coniglio era un animale prossimo all’estinzione quando i romani lo hanno trovato, chiamandolo cuniculus per via della tane che scavava sotto terra.

La sua diffusione era ridotta ad un areale ristretto nel sud della Spagna. I romani, domesticandolo, hanno fatto la fortuna della specie, che si è diffusa in tutto l’impero, e poi in tutto il mondo, spesso fuggendo e ritornando allo stato selvatico ed in alcuni casi, come in Australia, creando grossi problemi.

La lepre appartiene alla stessa famiglia ma non alla stessa specie. È possibile con il coniglio l’ibridazione ma il frutto che ne nasce è sterile (come per il cavallo e l’asino). Ha le orecchie più lunghe e le zampe posteriori molto più sviluppate, il che gli permette di compiere notevoli salti e, nella corsa, di cambiare direzione molto facilmente eludendo spesso i predatori.

Si intana in superficie, spesso tra cespugli e rami intricati. Sia lepre che coniglio selvatico non vanno in letargo. Da un punto di vista culinario si può trattare il coniglio selvatico come la lepre ma non è altrettanto saporito. È meglio trattarlo come il coniglio domestico, tenendolo a bagno più a lungo in acqua corrente oppure in acqua e aceto.

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Passato di pomodoro

Passato di pomodoro

PASSATO DI POMODORO

Odio i passati! Da piccolo non mangiavo quasi nulla: per esempio rifiutavo qualsiasi tipo di pasta. Come primo piatto riuscivano a farmi trangugiare solo minestre di verdure ma rigorosamente passate: ne ho mangiate così tante che non riesco più a sopportare passati, vellutate, creme. Questo è uno dei pochissimi che mangio con piacere.

Si tratta di un piatto che si prepara facilmente e con ingredienti che normalmente si hanno in casa. Quando si hanno ospiti, dopo un pranzo impegnativo, la sera è d’obbligo servire una minestra: questa può essere una soluzione gustosa che vi permette con poco impegno di fare bella figura.

I crostini di pane da servire in questo caso, ma io li utilizzo in molte zuppe, andrebbero fritti, possibilmente dorati nel burro, oppure serviti al naturale. Nel primo caso risultano pesanti, nel secondo insipidi: questo è un buon compromesso per averli saporiti e gustosi senza che facciano male.

Quando ero bambino in quasi tutte le case si mangiava primo e secondo sia a pranzo che a cena. Oggi le abitudini alimentari si sono evolute: in sempre più case si mangia un piatto per ogni pasto, magari accompagnato da verdure. In questo caso è opportuno mangiare il primo piatto a pranzo ed il secondo a cena. Però le minestre, specie quelle più digeribili, a cena possono rappresentare  un utile modo per non mangiare tutti i giorni carne.

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Brasato al barolo

BRASATO AL BAROLO

Il brasato si serve, affettato ed accompagnato dalla salsa, insieme con la polenta (vedi ricetta) o con il purè di patate.

Potete utilizzare al posto del Barolo un altro vino rosso di buon corpo e tanninico, possibilmente invecchiato in botte. Per esempio Amarone, Chianti, Sagrantino di Montefalco, Ciliegiolo di Narni od altri.

Una curiosità: il burro è apparso relativamente tardi nella cucina. Nel Medio evo la sua preparazione era scarsa e la presenza in cucina irrilevante. Come grassi animali si usavano in cucina i grassi derivati dal maiale e da altri animali come le oche e le anatre.

Il termine brasato deriva dal fatto che in passato la pentola si poneva nella brace. Il coperchio della stessa era di forma concava e veniva riempito da altra brace, in modo che  la cottura avveniva da tutti i lati.

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Penne alla Matteo

Penne alla Matteo

PENNE ALLA MATTEO

Matteo è una trattoria che c’era, non so se c’è ancora, a Borgo San Gregorio, comune di Capo d’Orlando, sella costa nord della Sicilia. Per capirci è in quella frazione che Gino Paoli ha scritto la famosa canzone Sapore di sale.

Eravamo andati lì approfittando di questa iniziativa di ittiturismo organizzata da un tizio che è poi diventato nostro amico. Incaricandosi di affittare le case dei pescatori puntava a crear loro un reddito alternativo per disincentivare la pesca della neonata.

La neonata è il novellame di sarda che un tempo veniva pescato con uno strascico a remi. Oggi, con le moderne barche a motore vengono utilizzate reti molto più fitte pescandone grandi quantità senza sforzo e quindi recando un danno all’ambiente enorme.

A Borgo san Gregorio allora arrivava tutti i giorni un bacone da pesca chiamato Il Gambero con un carico di Gamberi bianchi, gamberi rossi, gamberoni e scampi che vendeva  a prezzi irrisori rispetto a quelli a cui ero abituato. Quindi la materia prima di qualità anche per i ristoranti era assicurata.

Comunque quelle penne mi sono rimaste impresse ed ho tentato di riprodurre la ricetta. Mi raccomando, se la volete provare: i gamberi devono essere mediterranei e freschi o almeno congelati a bordo.

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Cotechino con i porri

Cotechino con i porri

COTECHINO CON I PORRI

Il cotechino è un insaccato tipico del nord Italia: una sorta di grossa salsiccia contenente tra l’altro della cotenna di maiale, da cui il nome. Il cotechino è un cosiddetto salume da pentola Esso va lungamente lessato prima di consumarlo.

Nell’Italia centro meridionale è invalsa l’abitudine di servirlo con le lenticchie durante le feste di Natale. Invece nel nord si serve prevalentemente insieme ai bolliti misti oppure accompagnato da purè di patate o fagioli. In questa ricetta di cotechino con i porri ho cercato di creare un modo di servirlo che lo renda al gusto meno grasso e meno salato.

A proposito di gusto è singolare notare come ci siano state nel tempo enormi trasformazioni nel gusto. Questo si vede nelle ricette di cucina. Le cause sono sia strutturali che sovrastrutturali. In questo caso un alimento ricco di grassi animali era piacevole al gusto visto il fabbisogno di tali grassi creato da condizioni di lavoro ed assenza di riscaldamento nelle case.

Nel medioevo invece si apprezzavano i cibi contenenti molte spezie perché questo rappresentava un vero e proprio status symbol. Appena la scoperta di nuove vie per l’estremo oriente fece calare drasticamente il costo di questi alimenti, il loro uso si ridusse drasticamente nella cucina.

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Caro Pier Paolo

Caro Pier Paolo

DACIA MARAINI – NERI POZZA – CARO PIER PAOLO.

di Giuseppe Santilli

Un delizioso libro di memorie in forma epistolare in ricordo di Pier Paolo Pasolini, un intellettuale scomodo da vivo e da morto.

Un uomo mite e gentile

Dacia Maraini ci consegna la figura di un uomo mite e gentile, accurato e paziente a dispetto della foga pubblica delle sue provocazioni, delle sue sfide contro l’opinione corrente, l’omologazione dei costumi e lo sfrenato consumismo. Sappiamo solo ora quanto le analisi di Pasolini sulla riduzione dell’uomo a consumatore, fossero giuste. Come sappiamo che la rivolta dei giovani studenti italiani fosse una rivolta entro i confini della borghesia, proprio quella borghesia che Pasolini odiava.

Dacia e Pier Paolo
Dacia e Pier Paolo

Ma cosa intendevi per volgarità? Cosa trovavi offensivo e repellente nel modo di stare al mondo dei borghesi, che ti avvelenava il sangue? Allora non capivo, oggi penso che per volgarità tu intendessi una ferita profonda alla sacralità dell’essere umano. Il tuo era uno schiaffo alla cultura mercificata che riduce l’uomo a merce, togliendogli dignità e integrità. Qualcosa che il tuo spirito, che metteva le ali ad ogni risveglio, rifiutava come indegno di essere vissuto.” (Caro Pier Paolo – Pag. 99)

I ricordi

Nei ricordi della Maraini, spesso di ispirazione onirica, infatti molte lettere a Pier Paolo iniziano con un racconto di un sogno, non poteva mancare la grande amicizia che legava Pasolini ad Alberto Moravia. Due persone di grande levatura così uniti e così diversi. Coesistevano nel loro rapporto le fughe, i silenzi e lo sguardo appesantito dal pensiero, di Pier Paolo, con la solarità e la grande capacità di racconto, di affabulazione di Alberto.

Moravia, Maraini e Pasolini
Moravia, Maraini e Pasolini

Nella stessa misura non poteva mancare l’Africa, meta di molti viaggi, con i suoi tramonti infuocati e con quella società quasi primitiva nella quale Pasolini ritrovava l’autenticità dei rapporti umani, fuori dalla corrotta civiltà delle merci.

Per questa nostalgia della società contadina Pasolini è stato accusato sovente di passatismo. Invece la Maraini ci consegna integra la forza di un pensiero, di una analisi profonda che si sforzava di restituire dignità alla vita delle persone. Il pensiero di un grande poeta, come ha affermato Moravia nella celebre orazione funebre per la morte violenta di Pasolini, morte ancora avvolta dal mistero. Perché Pasolini è soprattutto un poeta, per gentilezza d’animo, per forma di scrittura e per immaginazione.

Alberto Moravia

Alberto, che ti ha sempre apprezzato e difeso, ha urlato il giorno del tuo funerale delle parole appassionate, definendoti un grande poeta civile. Poeta impegnato, ma senza retoriche patriottiche, fuori dai codici tradizionali della poesia ufficiale alla Carducci che certamente tu non amavi.” (Caro Pier Paolo – Pag.133)

Moravia e Maraini
Moravia e Maraini

Il ritratto che la Maraini dipinge di Pasolini è un ritratto affettuoso ma niente affatto celebrativo.

Dacia non nasconde il rapporto di dipendenza ossessiva che Pasolini aveva con la madre, come non nasconde la problematicità del sesso con i ragazzini, anche se sostiene che Pier Paolo era tutt’altro che predatorio, sempre gentile e giocoso. Viveva la sua omosessualità come espressione di libertà.

Di particolare interesse sono poi le discussioni, che la Maraini riproduce, tra essa stessa e Pasolini sulla legalizzazione dell’aborto (Pasolini era provocatoriamente contrario all’aborto) e sul ruolo della donna, che per Pasolini era fondamentalmente legato all’essere madre (questo, in parte, spiega la sua posizione sull’aborto ).

Ai margini del racconto dell’amicizia con Pasolini, Dacia Maraini ci regala un ritratto inedito di Maria Callas, grondante di spaurita umanità.

Ho capito allora che dentro la diva dalla voce tonante, c’era una bambina impaurita e fragile, una bambina dalle radici che si allungavano nel lontano e povero Peloponneso, una bambina che, nonostante il grande successo internazionale, non si fidava di sé stessa e del suo glorioso posto nel mondo.” (Caro Pier Paolo – Pag. 163)

Dacia Maraini
Dacia Maraini

Poi naturalmente, sparsi nei ricordi principali, ci sono le presenze di tutte le persone che Pasolini frequentava e che quindi frequentavano anche Moravia e la Maraini. Ci sono notazioni che riguardano Elsa Morante, Laura Betti, Ninetto Davoli, Piera degli Esposti ecc…

Un libro la cui lettura fornisce uno spaccato originale degli intellettuali italiani del secondo novecento, un libro che non possono mancare tutti coloro che amano Pasolini.

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Amatriciana sbagliata

Amatriciana sbagliata

AMATRICIANA SBAGLIATA

Sbagliata perché la vera amatriciana non si fa così. Amatriciana perché fin da bambino l’ho sempre chiamata così. Così la chiamava mia nonna. Così mi ha insegnato a farla un mio caro amico ormai passato a miglior vita.

A proposito di questa ultima espressione una digressione: mi sono sempre chiesto come mai i credenti, che l’hanno inventata, abbiano tanta paura della morte nonostante siano convinti che la vita che seguirà alla morte sia migliore, visto che si svolgerà in Paradiso, al cospetto della maestà di Dio.

Delle due l’una: o pensano di essere stati tanto cattivi da non meritare il Paradiso, oppure nutrono molti dubbi circa l’esistenza di Dio. In ogni caso per dei credenti non è una cosa molto bella.

Chiusa parentesi, tornando alla amatriciana ribadisco che questa non è la vera ricetta, altrimenti rischio il linciaggio. Comunque è una pasta così gustosa che io la preferisco all’originale.

È una pasta diffusissima in tutto il nostro paese ed anche nel mondo: probabilmente più in questa versione sbagliata che in quella originale. Io stesso ho conosciuto la ricetta originale solo molto tardi, quando mi sono documentato in seguito al terremoto che ha quasi distrutto l’omonimo paese.

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Una modesta proposta

Una modesta proposta

NATO E RUSSIA: UNA MODESTA PROPOSTA

Premessa

L’attuale situazione è narrata dai media occidentali come frutto di una aggressione russa all’Ucraina, comandata da Putin. La realtà è più complessa. Oltre all’aggressione di Putin (reale, sanguinosa e scellerata), nei prodromi e nella gestione della crisi l’attacco premeditato degli Stati Uniti di Biden all’Europa Unita, gigante economico ma nano politico. L’Europa è stata costretta a schierarsi, contro i suoi interessi, in una crisi determinata dai sogni imperiali di Putin. Ma anche dalla tendenza della Nato, sotto la guida politica USA, a determinare un vero e proprio accerchiamento della Russia in senso geopolitico – militare.

Voglio citare due fatti storici:

Stati Uniti
Stati Uniti
  • nella crisi del 1963 il presidente democratico Kennedy condusse il mondo sull’orlo di una guerra nucleare per reagire alla possibilità di installazione di missili nucleari russi a Cuba. Questi avrebbero potuto minacciare direttamente le grandi città americane della est coast.

  • All’indomani della autonoma dichiarazione di indipendenza di Croazia e Slovenia, fino a quel momento facenti parte delle stato sovrano della Jugoslavia, Germania e Santa Sede riconobbero le due autoproclamate repubbliche aprendo la file dei successivi riconoscimenti di tutti i paesi occidentali.

Questo per considerare quanto le pretese di legalità internazionale della posizione occidentale in questa situazione siano per lo meno relative. In realtà da parte statunitense c’è stata una grave sottovalutazione del potenziale militare russo, ritenendo la Cina più pericolosa sullo scacchiere mondiale e considerando la Russia al massimo una potenza regionale. Si sa: le capacità di analisi politiche, sociologiche e militari degli statunitensi sono sempre state molto ridotte.

La gente muore

Intanto la gente comune muore: muoiono ucraini sotto le cannonate ed i missili russi. Muoiono civili russi come ne sono morti dal 2014 in poi, nell’indifferenza dell’Occidente sedotto, come Putin, dalle enormi risorse naturali di quel paese. Muoiono militari ucraini e militari russi, i quali tutti, hanno anch’essi mogli, fidanzate e madri.

Cremlino
Mosca – Cattedrale di San Basilio

Non credo che un conflitto Russia – Nato sia all’ordine del giorno, ma la storia insegna che i conflitti troppo spesso sono nati da errori di valutazione, situazioni condotte sul filo del rasoio, scherzi con il fuoco in situazioni tese. Se si dovesse determinare quel caso, che non credo sia nell’interesse di nessuno, moriranno anche civili e militari Nato, a meno che non si arrivi all’estinzione del genere umano.

Gli interessi in gioco

Sembra che tutti vogliano dimenticare la situazione precedente allo scoppio della crisi:

  • Biden era in fortissimo calo nei sondaggi e probabilmente a rischio di perdere le elezioni di metà mandato, visti gli enormi errori di politica interna ed internazionale compiuti.

  • Draghi aveva già le valigie pronte ed era sul punto di salire al colle per rassegnare il mandato, visto che continuava ad essere impallinato nei voti in commissione ed in parlamento da partiti della maggioranza che a parole lo sosteneva.

  • Salvini si sentiva costretto a condurre il suo partito ad elezioni anticipate, visti gli enormi errori politici commessi nell’elezione del Presidente della Repubblica. Elezioni anticipate che però giustamente temeva, valutando la possibilità reale della Lega come vaso di coccio tra i due vasi di ferro dell’asse Draghi – Mattarella e di Fratelli d’Italia.

  • Johnson era alle prese con lo scandalo alcolico del suo staff.

  • Per 20 anni tutti avevano fatto affari con Putin, chiudendo entrambi gli occhi sulla sua gestione antidemocratica e oppressiva del paese e sull’eliminazione anche fisica di ogni opposizione al suo potere, visto che aveva un merito particolare: teneva a bada i comunisti. Questi in Russia sono notevolmente forti anche se vengono sempre sottovalutati dalla stampa occidentale. Chissà perché questo mi fa andare con la mente alle Olimpiadi del 1938 ed alla trasvolata atlantica di Italo Balbo. Anche allora dei dittatori criminali, che avrebbero di li a poco condotto il mondo in un conflitto globale che fece 80 milioni di morti, venivano visti nella funzione loro deputata di baluardi contro il pericolo rosso.

Il criminale ordine di attaccare un paese sovrano, pieno di donne e bambini, e l’altrettanto criminale decisione di rispondere con la difesa ad ogni costo, presa da un guitto con simpatie neonaziste hanno condotto all’attuale terribile conflitto.

Il futuro

Putin ha l’intenzione di ricondurre il mondo al bipolarismo (gli armamenti nucleari ad est ed a ovest si equivalgono e funzionano da deterrente). Questo costituendo un fronte orientale composto da Russia e Cina da contrapporre alla Nato. In questo quadro l’Europa Unita può avere, se vuole, un ruolo fondamentale da giocare.

Secondo la mia valutazione esiste una sola strada per contrastare i rischi di questo bipolarismo (che per altro è comunque più positivo di uno strapotere militare americano sul mondo). La tendenza ad affrancare l’Europa Unita dal giogo americano e ad arrivare ad uno scenario quadripolare.

Una modesta proposta

Secondo me, l’unica via praticabile, anche se sicuramente non verrà mai praticata, è la seguente:

  • Accelerazione drastica del processo di unità politica europea.

  • Elezione a suffragio universale da parte dei 27 di una assemblea costituente che rediga una nuova costituzione europea, sottoposta ad un referendum confermativo con le medesime modalità.

  • Elementi cardine della nuova costituzione dovranno essere:

  • Carattere federale della nuova Europa a 27.

  • Presidente del consiglio con funzioni di capo del governo eletto dal parlamento europeo

  • Presidente dell’Europa Unita eletto dal parlamento europeo.

  • Unificazione a livello federale delle funzioni di politica estera e della difesa oltre che economica

  • Costituzione di un esercito europeo integrando le forze già esistenti.

  • Ricontrattazione degli accordi dell’Alleanza Atlantica. Il comando nel quadrante europeo di ogni forza militare, sistema d’arma, o base militare deve andare necessariamente ed inequivocabilmente ad un comandante dell’Europa Unita.

  • Creazione su Moldavia e Georgia di una no flight zone. Questo in modo da inviare un segnale fermo della volontà occidentale di stabilire un freno all’espansionismo di Putin.

  • Al contempo conduzione di una trattativa serrata per stabilire una forma di neutralità assoluta e perenne per Ucraina, Moldavia e Slovenia. Essa non deve impedire a questi paesi, se lo vorranno, di stabilire un rapporto economico stabile e privilegiato con l’Europa Unita.

  • Individuazione in prospettiva di una forma che garantisca la totale adesione dei nuovi paesi che ne faranno richiesta, all’Europa Unita. Questo senza compromettere la loro neutralità politica e militare.

  • Avvio di un lavoro diplomatico per stabilire un rapporto privilegiato con la Cina. Questo in modo da distaccarla in qualche modo dal rapporto obbligato con la Russia, come l’Europa tenderà a distaccarsi da una dipendenza assoluta dagli USA.

  • Attenzione estrema della nuova Europa Unita al continente africano per contrastare la penetrazione economica e politica cinese.

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Polarizzazione e pensiero unico

Polarizzazione e pensiero unico

POLARIZZAZIONE E PENSIERO UNICO

Sono fortemente preoccupato per gli sviluppi sociopolitici nei paesi occidentali, e segnatamente nel nostro, in merito alla polarizzazione della contrapposizione tra una maggioranza di persone che ricalcano le posizioni dei governi e sono schierati apertamente per un appoggio all’Ucraina, ed una minoranza di pacifisti che è contro la guerra tout court e ritiene che vi siano delle responsabilità anche dalla parte occidentale (leggi Nato – USA).

Covid 19

Ritengo che abbiamo visto negli ultimi anni una simile contrapposizione anche nella faccenda Covid 19, tra vax e no vax. La complessiva stupidità di molte delle posizioni no vax ha favorito tale polarizzazione, in cui i mezzi di comunicazione di massa hanno sguazzato.

Covid 19
Covid 19

È scontato che nelle democrazie occidentali, fortemente imperfette, i mezzi di informazione di massa gestiscono il consenso.  Così permettono un esito paradossale: una stragrande maggioranza di persone poco abbienti elegge dei governi. Questi garantiscono gli interessi di una ristrettissima minoranza di super ricchi.

I mass media

La stampa e le televisioni italiane sono storicamente velinare (un tempo si diceva così per stigmatizzare l’abitudine di non svolgere attività di ricerca giornalistica in proprio ma di limitarsi a quello che arriva dal Viminale. Quelli che non si sono adeguati hanno a volte persino pagato con la vita: vedi Ilaria Alpi).

Quelle statunitensi però un tempo non lo erano e sono state capaci di produrre uno scandalo Watergate. Allora il premio Pulitzer aveva un vero significato. La situazione è progressivamente cambiata a partire dall’undici settembre.

Con lo sviluppo mondiale della pandemia si sono scontrati interessi politici ed economici enormi che poco avevano, e hanno, a che vedere con la salute pubblica. Lo scontro tra Repubblicani e Democratici per il controllo degli States, gli immensi interessi delle industrie farmaceutiche, in casa nostra la contrapposizione tra centrosinistra e destra prima, con il governo Conte, poi quella sorta di governo di unità nazionale con l’asse Draghi – Mattarella.

L’Ucraina

In questa vicenda di aggressione militare all’Ucraina, la gestione dei mezzi di comunicazione di massa a mio avviso ha fortemente contribuito alla polarizzazione dello scontro tra interventisti e pacifisti. Essa è arrivata a definire una sorta di pensiero unico che rimanda al chi non è con me è contro di me di antica memoria.

Tutto questo senza volere entrare in merito alla questione ed invitando tutti a non irrigidire o dare per scontate le proprie posizioni. Ritengo che questo sia il miglior contributo che si possa dare non tanto a quelli che so’ cugini e fra parenti nun se fanno comprimenti, ma a quelli che sono, come noi, quer popolo cojone

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